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Il Territorio

I frutti della nostra terra sono coltivati nel territorio dell’antica Herdonia, prima collina sul Tavoliere delle Puglie, la zona contemporaneamente più assolata, più siccitosa, più ventosa dell’Italia continentale. Il vino figlio di generazioni di agricoltori e artisti, è prodotto della vinificazione con tecniche antiche ed attrezzature all’avanguardia. Tradizione e continua innovazione, questo è il percorso che segue il “Placido Volpone”.

L’azienda è situata nei pressi dell’antica città di Herdonia, area archeologica con i resti della città, abitato dauno del IV-III secolo a.C. e municipium romano particolarmente importante perché punto di incrocio tra le vie Traiana, Eclanense e per Venosa.
La leggenda narra che Diomede, il vincitore della guerra di Troia, portò con sé dall’Asia Minore, in Puglia dei tralci di vite che qui impiantò, dando vita così alla storia del nostro vino di maggior pregio, il Nero di Troia.

herdonia

“L’abitato romano, documentato anche col nome di Herdonia o Herdoniae, sorse in posizione strategica. L’area comprende un gruppo di tre colline, situate alla destra del torrente Carapelle, che pur non raggiungendo quote elevate (134 m s.l.m.), permettevano di dominare la piana del Tavoliere e la Valle del Carapelle, punto di collegamenti tra Campania e Irpinia da un lato e la pianura adriatica dall’altro. Su queste alture, fra loro separate da un leggero avvallamento, la città romana occupò però soltanto una piccola porzione dell’insediamento daunio preesistente (immagine), i cui confini furono delimitati da una cerchia muraria. Il circuito delle mura, lungo 1.980 m, pur avendo subito diversi rifacimenti, restò invariato nel corso dei secoli e nell’area ‘intra muros’, pari a circa 22 ettari. La sistemazione urbanistica fu graduale.”

i ricami più antichi d’italia

“Accanto alle spoglie mortali del nobile guerriero dauno anche i rarissimi resti di fragile materiale organico di un ricamo in lino beige su tessuto di lana marrone con motivi a mendri, semplici e a svastica e alcuni piccoli motivi a foglia e a stella. La svastica è un antico simbolo solare di carattere benaugurale. La svastica è, infatti, un segno simbolico che si ritrova presso molte popolazioni dalla preistoria fino in età storica, variamente interpretato nel quadro del simbolismo solare: consiste in una croce a quattro bracci di uguale lunghezza, terminanti ciascuno in un prolungamento ad angolo retto volto VERSO SINISTRA. Solo successivamente questo simbolo venne adottato dai vari movimenti antisemiti e dal partito nazionalsocialista tedesco, per l’errata interpretazione delle sue origini ritenute ‘arie’.”

opus reticulatum

“L’opera reticolata (opus reticulatum o reticolatum) è una tecnica edilizia romana tramite la quale si realizza il paramento di un muro in opera cementizia. Costituisce la fase successiva del paramento dei muri in “opus caementicium” ed è costituita da blocchetti piramidali (in particolare ciottoli fluviali opportunamente tagliati) a base quadrata, disposti secondo linee oblique in modo da formare una trama a forma di rete. L’effetto finale sulla parete era quello di creare un reticolo regolare disposto in diagonale. Questa tecnica è nota in Daunia dalla seconda metà del I secolo a.C. La tendenza a lesionarsi, tipica dell’opera reticolata, indusse a rinforzare le murature con fasce orizzontali di mattoni o di tegole fratte (opus mixtum). La maggior parte dei monumenti dell’area forense e le terme sono realizzati con l’impiego di questa tecnica, particolarmente diffusa tra I e II secolo d.C.”